Come il field marketing ha trasformato le relazioni con il retail.
Quando oggi i professionisti del marketing parlano di influenza, tendono a riferirsi a creatori di contenuti, algoritmi e social media, dimenticando che, ben prima dell’avvento dei canali digitali, le figure più influenti nelle decisioni di acquisto operavano fuori dalla rete.
Erano retailer
Nel 1936 quasi tutti gli acquisti avvenivano al bancone dei negozi. I rivenditori non si limitavano a vendere, ma consigliavano i prodotti, ne spiegavano il valore e costruivano relazioni di fiducia con i consumatori, influenzandone quotidianamente le decisioni.
Per un brand crescere significava prima di tutto conquistare la fiducia di chi era a contatto diretto con il consumatore. Fu proprio l’evoluzione del commercio al dettaglio a spingere il fondatore di CPM, Bede Egerton, a porsi una semplice domanda:
"E se i brand avessero dei venditori dedicati che si assicurassero che i prodotti fossero disponibili, ben visibili e venduti?"
Da quell’intuizione prese forma la prima società di field sales nel Regno Unito, offrendo ai brand un nuovo modo di costruire relazioni con i rivenditori e far crescere le vendite.
I retailer sono stati i primi influencer
Oggi l'influencer marketing mette in contatto i brand con i consumatori attraverso voci autorevoli e affidabili. Novant'anni fa, quelle voci autorevoli si trovavano dietro al bancone del negozio.
I rivenditori indipendenti conoscevano profondamente il contesto in cui operavano: intercettavano le preferenze dei consumatori, li guidavano nelle scelte e decidevano quali prodotti meritassero visibilità. Il loro giudizio poteva determinare il successo o il fallimento di un prodotto
Proporre un ottimo prodotto non era sufficiente: i brand avevano bisogno di qualcuno che sapesse comunicarne il valore, che capisse i rivenditori e che sapesse costruire relazioni durature.
Per molti versi, i professionisti del field sales sono diventati i primi influencer: non tanto perché si rivolgessero direttamente ai consumatori, quanto perché aiutavano i brand a conquistare la fiducia di chi ne orientava le scelte.
Il field sales efficace è sempre stato orientato a supportare il successo dei retailer
Il field sales efficace non si è mai limitato a raccogliere ordini: si è sempre trattato di comprendere il business di ciascun rivenditore.
I nostri team si spostavano da un negozio all’altro, spesso a piedi, aiutando i brand a migliorare la disponibilità dei prodotti, aumentarne la visibilità e costruire relazioni più solide con i retailer.
Ascoltavano.
Risolvevano problemi.
Spiegavano come i brand potessero aumentare le vendite, attrarre consumatore e generare ricavi maggiori.
Oggi lo definiremmo vendita consulenziale. All’epoca, era semplicemente buon senso. Le relazioni più solide con i retailer si sono sempre basate su un principio: aiutare prima i rivenditori ad avere successo.
Gli anni '50 hanno cambiato per sempre il commercio al dettaglio
L’introduzione del self-service e la crescita dei supermercati hanno trasformato il modo in cui i consumatori acquistavano. Per la prima volta, le persone potevano scegliere direttamente dagli scaffali, dando vita a nuove sfide per i brand.
La sola distribuzione non era più sufficiente. I brand dovevano conquistare anche visibilità. Posizionamento a scaffale. Disponibilità. Esecuzione.
Prima società di field sales nel Regno Unito, CPM si è evoluta insieme a questo nuovo contesto retail: come estensione fidata dei team di vendita dei nostri clienti, abbiamo aiutato i brand a sviluppare distribuzione e visibilità, negozio dopo negozio, città dopo città, in tutto il Paese.
I canali sono cambiati. I principi no.
Cosa possono imparare i brand di oggi dai pionieri del field marketing?
Il settore della vendita al dettaglio è cambiato radicalmente dal 1936.
I consumatori si muovono tra negozi fisici, e-commerce, minimarket, supermercati, negozi specializzati e social commerce, mentre la tecnologia mette a disposizione dei brand un livello di informazioni senza precedenti.
Eppure, le domande che i rivenditori continuano a porsi restano sorprendentemente simili.
- Perché dovrei inserire questo prodotto?
- In che modo farà crescere la mia categoria?
- Cosa lo rende diverso?
- In che modo può essere utile a chi entra nel mio negozio?
I brand che sanno rispondere meglio a queste domande continuano a conquistare spazio, visibilità e fiducia.
Ecco perché il field sales e il field marketing continuano a essere così rilevanti.
Le conversazioni di persona continuano a costruire fiducia in modo più efficace rispetto ai soli canali digitali.
Relazioni migliori alimentate da un’intelligence più avanzata
La vera differenza oggi non sta nell’importanza delle relazioni: sta nella qualità delle informazioni che le supportano.
I field team moderni non si basano più solo su intuito ed esperienza: integrano la conoscenza del retail con dati di vendita in tempo reale, insight di categoria, comportamento d'acquisto, raccomandazioni basate sull'intelligenza artificiale e una prioritizzazione intelligente.
Questo rende ogni interazione con il rivenditore più rilevante, più personalizzata e, in ultima analisi, più efficace.
Il Liquid Approach™️ di CPM combina strategia, dati, tecnologia e persone straordinarie per aiutare i brand a identificare le giuste opportunità, dare priorità ai punti vendita più rilevanti e sviluppare conversazioni commerciali più efficaci.
Si tratta sempre di vendere relazioni; una vendita relazionale alimentata dall'intelligenza.
Un “Better Way” per i brand
Ripercorrendo i 90 anni di CPM, emerge chiaramente un aspetto.
Gli strumenti si sono evoluti costantemente - dalle attività di merchandising ed execution in-store fino al marketing esperienziale, al product sampling fino al customer engagement, ma il principio che ha guidato CPM per 90 anni èrimasto sorprendentemente semplice.
I brand crescono quando riescono a creare un legame autentico con le persone.
Per questo continueremo a credere che esista un modo migliore per influenzare gli shopper: non semplicemente portando i prodotti sugli scaffali, ma creando esperienze che spingano le persone a provarli, acquistarli e sceglierli ancora.
Riflessioni per brand di oggi
Il retail continuerà a evolversi, ma la crescita nascerà sempre dalla capacità di comprendere le persone, costruire relazioni di fiducia e aiutare i retailer ad avere successo.
Prossimamente nel nostro blog: Dalla presenza a scaffale alla shopper experience: come l'in-store execution si è evoluta per sostenere la crescita dei brand.
