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Il punto vendita torna centrale come spazio di esperienza e conversione: è qui che Liquid Approach trasforma insight e dati in azioni concrete per supportare le attività di sell-out.

In uno scenario in cui i confini tra online e offline praticamente non esistono più e le decisioni d'acquisto diventano sempre più ibride, il punto di partenza per definire nuove strategie di field marketing è il consumatore convergente: una persona che si muove con naturalezza tra canali, contesti e formati, che alterna razionalità e desiderio, e che valuta i brand non solo per ciò che offrono, ma per come entrano nella sua vita. Comprendere questo consumatore significa leggere i segnali deboli prima che diventino comportamenti diffusi e trasformare i trend globali in scelte concrete di business. 

A confermarlo sono i dati sui consumi a livello internazionale. Dopo le forti asimmetrie del 2024, la crescita della spesa retail globale sta tornando a distribuirsi in modo più omogeneo. In termini reali, l'area APAC continua a guidare con una crescita media intorno al 5%, mentre Europa, Stati Uniti e Canada si attestano su un +2-3%. L'America Latina, penalizzata da inflazione e crescita salariale debole, mostra segnali di ripresa più avanti, con una previsione di rimbalzo al +6% nel 2026. [colliers.com]. Uno scenario che evidenzia come, al di là delle differenze regionali, il comportamento dei consumatori stia convergendo su nuove priorità comuni: valore, tempo, benefici, experience, bene comune.

 

L’attenzione come nuova valuta: dal punto vendita all’esperienza

In questo contesto, il retail non soffre tanto di mancanza di traffico, quanto di scarsità di attenzione qualificata. Lo shopper entra nei negozi, ma spesso lo fa con la mente altrove. È presente fisicamente, ma difficile da coinvolgere con logiche standard. Un dato chiave arriva dal Rapporto Coop: nonostante l’attenzione al risparmio, il 62% degli italiani cerca evasione e leggerezza, il 55% non rinuncia a viaggi e gite, il 52% continua a spendere in ristorazione, e il 68% dichiara di essere alla ricerca di nuovi stimoli e scoperte. Segnali chiari di un bisogno di esperienza, non solo di convenienza.

Tutti questi segnali convergono in un’unica direzione: il consumatore non compra più solo prodotti, ma significato, esperienza e relazione.
Ed è così che il retail fisico torna centrale come luogo di scelta e non solo di passaggio. Il punto vendita, di fatto sempre più un asset strategico di brand equity: uno spazio capace di riattivare curiosità, generare relazione, trasformare l’attenzione in preferenza.


Dalla trend all'azione: il ruolo di CPM in un mondo "liquid"


Leggere i global consumer trend e i dati non basta. La vera sfida è attivarli, trasformarli in esperienze rilevanti e misurabili lungo tutto il percorso d’acquisto. È qui che entra in gioco il nostro Liquid approach

Il nostro obiettivo è aiutare i brand a far provare, facilitare l’acquisto e costruire una relazione che duri nel tempo, quello che chiamiamo Try, Buy, Love. Lo facciamo integrando dati, tecnologia e human touch, in un ecosistema fluido capace di adattarsi ai contesti e alle persone. In un mercato in cui l’attenzione è la vera moneta di scambio, CPM accompagna i brand nel passaggio da una comunicazione che spinge a una relazione che attrae.

Perché oggi vincere non significa farsi vedere di più, ma farsi scegliere. E per essere scelti, bisogna prima capire profondamente chi abbiamo di fronte: il consumatore convergente, protagonista del presente e del futuro. Poi bisogna individuare dove incontrare questo shopper: nel posto giusto, nel momento giusto e nelle giuste modalità. Lo facciamo con il nostro Liquid ApproachTM: un modello adattivo data driven che consente di individuare quei punti vendita con le migliori opportunità e adattare dinamicamente le nostre risorse di field per sbloccare vendite inesplorate, efficienza e crescita delle vendite.