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La crescente necessità di competenze verticali, l’adozione di strumenti AI-driven e di CRM avanzati, e la domanda di maggiore flessibilità nell’ingaggio commerciale stanno trasformando il modo in cui i brand operano, spingendoli a sviluppare una visione più strategica delle vendite e a ricorrere all’outsourcing. 

 

Il mercato globale dei servizi di outsourced sales è, infatti, in crescita, con previsioni che lo portano a raggiungere circa 4,2–4,3 miliardi di USD entro il 2034 (CAGR 4,0–4,2%) (themarketintelligence.com). 
Sempre più aziende si affidano a soluzioni esternalizzate per scalare rapidamente quote di mercato e rispondere ai bisogni e desideri degli individui.

Per supportare i brand in questa traiettoria di crescita, è sempre più importante combinare competenze interne specializzate con insight avanzati e tecnologie basate su intelligenza artificiale, e questo sta cambiando rapidamente il mondo del field marketing e delle vendite in outsourcing, spingendo gli operatori del mercato a rivedere strategie e approcci per restare competitive. 

In questo scenario, a fare davvero la differenza sono le persone: il loro talento, la passione e la capacità di sfruttare il potenziale delle tecnologie. Per noi di CPM, nel nostro ruolo di leader nel sales e field marketing, il 2026 si prospetta un anno ricco di sfide: abbiamo chiesto al nostro CEO Pierpaolo Bertocco, di condividere la sua visione su come supportare i clienti e guidare il team nel cogliere al meglio queste nuove dinamiche.

 

1.    Guardando al 2026, quali sono le sfide principali che vedi per il settore del sales e field marketing in Italia, e come può CPM trasformarle in opportunità di crescita per i nostri clienti?

I prossimi anni saranno dettati da una combinazione di valore umano e tecnologie, principalmente l’AI. Il 2026 sarà l'anno dell'applicazione reale dell'intelligenza artificiale a supporto del lavoro umano. Questo comporterà la trasformazione dei processi, l'acquisizione di nuovi modi di lavorare e la sperimentazione, che per i clienti significherà avere il supporto di esperti più informati, meno focalizzati su processi ripetitivi e a basso valore aggiunto e più concentrati sul valore del servizio.

 

2.  Come possiamo ascoltare meglio i consumatori per anticipare bisogni e creare esperienze memorabili che aiutino brand engagement e loyalty?

Chi è sul campo ha un incredibile vantaggio e, insieme, una grande opportunità: comprendere cosa accade realmente nella fase di decisione e di acquisto, e cosa la influenza nella pratica. Raccogliere e analizzare queste informazioni in modo critico è un bene prezioso che può trasformare l’esperienza nel punto vendita per i clienti dei nostri clienti.

 

3.    Quando è stata fondata 90 anni fa, CPM era un precursore e ha inaugurato la strada verso un settore ancora inesplorato: qual è il segreto che le ha permesso di essere leader per così tanto tempo e che le permetterà di guidare il mercato del field marketing?

La curiosità e l'innovazione. Dietro queste due parole non ci sono macchine, ma persone con la loro professionalità e la loro volontà di fare bene.

 

4.    Se potessi dare un consiglio ai giovani che vogliono lavorare nel field marketing e nelle vendite per rendere il 2026 un anno memorabile, quale sarebbe?

La competenza, l'entusiasmo, l'ottimismo, il senso del gruppo e l'amore per il proprio lavoro sono sempre stati più forti delle divergenze, degli ostacoli e delle difficoltà quotidiane in ogni ambiente di lavoro.
Il mio consiglio è di mantenere una costante tensione al miglioramento, ogni giorno, con ottimismo. In alcuni giorni non succederà nulla di buono, ma non sarà importante, perché sarà solo un piccolo mattone nella costruzione di una grande crescita, personale prima ancora che professionale.



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